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 “Ciò che sta sopra è uguale a ciò che sta sotto;
ciò che sta sotto è uguale a ciò che sta sopra”
Ermete Trismegisto, Tavola Smeraldina

La citazione in oggetto è tratta dalla Tavola Smeraldina, il libro sacro di Ermete Trismegisto, che altri non è che il Profeta Idris, detto anche il “Profeta dei Filosofi”, al quale si deve anche l’istituzione di arti e mestieri, prime fra tutte il cucito e la calligrafia. Il nome stesso di questo profeta, Idris, contiene la radice araba DRS, che ci rimanda alla parola “dars”, che significa, appunto, istruzione. 

Il principio ermetico contenuto nella citazione ci suggerisce che il “sopra” ed il “sotto” sono uguali: se l’essere umano è un microcosmo, ciò che lo contiene e lo avvolge, che sta fuori ed al di sopra dell’individuo, sarà il macrocosmo e dunque ciò che descrive uno, descrive anche l’altro. Ad esempio, in tutte le tradizioni è descritta una Montagna Polare, al centro del mondo, che dà stabilità alla terra fungendo da cardine, come un asse che trapassa anche i cieli. Anche nell’essere umano è riflessa, tradizionalmente, un’idea di centralità: il cuore è, infatti, al contempo centro pulsante del corpo grossolano (corpo fisico), sede degli aspetti psichici e seggio dello spirito.


      Montagna Polare:

  • Monte Qaf → sostegno della Terra nella tradizione islamica;
  • Monte Meru → montagna sacra della tradizine induista;
  • Monte Salvato → montagna sacra in Provenza della tradizione celtica.

Dunque, sia nel micro che nel macrocosmo troviamo un asse centrale e abbiamo già intuito che il microcosmo, il “sotto”, è ordinato secondo la tripartizione fra corpo, mente e spirito. In virtù del principio che stiamo seguendo, dovremo aspettarci la stessa tripartizione anche nel “sopra”. Tripartizione significa, banalmente, suddivisione in tre parti. Il numero 3 è, metafisicamente, la somma di 1 + 2, dove 1 è il Principio, da cui traggono origine due polarità manifestanti: due principi, uno attivo non agente ed uno passivo agente (un motore immobile ed un principio che agisce in base ad un impulso ricevuto dal motore immobile). Essi danno luce e forma al Cosmo, inteso come insieme universale di eventi ordinati.

Dato che stiamo ancora e sempre applicando il principio ermetico, troviamo riflesso questo numero 3 così inteso anche nel “sotto”, nella manifestazione. Qui ritroviamo l’Uomo (3) come unione del Cielo (1) e della Terra (2). L’Uomo frutto di questa somma è, a questo livello, un principio cosmico del Creatore dell’Universo. Egli è lo stesso Universo Manifestato ed il Creatore sarà tripartito, manifestando nell’ordine: le realtà puramente spirituali, le forme immaginali (le forme del sogno) e le forme grossolane. Anche in Terra, il Creatore organizzerà la manifestazione in modo tripartito: minerali, piante, animali. Lo stesso Creatore si rifletterà sulla Terra, discendendo nel cuore del mondo, nella caverna sotto alla Montagna Polare sopra citata, manifestando, di nuovo, tre funzioni.

Le tre funzioni possono essere riassunte come il “sostegno delle anime nello spirito divino”, la “rappresentazione dell’Anima Universale” e la “organizzazione materiale del Cosmo”. Queste funzioni sono esercitate dal cosiddetto Re del Mondo: Manu Vaivasvata nella tradizione indiana, Melchisedec nella tradizione ebraico-crisitana, Wang nela tradizione taoista ed il Prete Gianni nella tradizione cristiana medioevale. Nella tradizione islamica, invece, esse sono assunte “separatamente” dal Polo – Qutb, dall’Imam di sinistra e dall’Imam di destra. Ritroviamo queste due strutture anche nei centri spirituali secondari: nel Tasawwuf, è lo Shaykh (Maestro) a riassumerle tutte in sé stesso, mentre nelle Gilde di Mestieri (Massoneria), sono impersonate dal Maestro Venerabile e dal primo e dal secondo sorvegliante.

Nel testo di R. Guénon, le tre funzioni sono riportate come Brahmatma, Mahatma e Mahanga. Ossendowski, a sua volta, indica come il Mahatma “conosca gli avvenimenti dell’avvenire”, il Mahanga “diriga le cause di questi avvenimenti” ed il Brahmatma “possa parlare faccia a faccia con Dio” (rispettivamente, rappresentare l’Anima Universale, organizzare il Cosmo e sostenere le anime nello spirito divino).

N.B.: dal punto di vista metafisico, l’unità, in quanto principio del numero, non viene calcolata a sua volta come numero. Ciò che l’unità rappresenta è necessariamente precedente all’unione fra Cielo e Terra, è il loro principio comune.