Nefs-i Kâmile


Nel nostro cammino (seyr-u sülük), chi arriva al grado della perfezione (nefs-i kâmile) è solo colui che manifesta un ricollegamento (rabita) con il suo maestro (şeyh) perfezionato. Il discepolo (mürid) sincero (ihlâsi), attraverso la passione spirituale (aşk) per il maestro, riceve l'effusione spirituale (feyz) dall'essere interiore (batın) del maestro (mürşit) stesso, acquisendone, per così dire, il colore e manifestando un legame di natura essenziale. Gli Uomini Veri (erenler) chiamano questo stato estinzione nel maestro (fenâ fi'ş-şeyh), essendo la porta (bâb) che conduce all'estinzione nel Vero (fenâ fi'llâh). Chiunque faccia zikir senza legare il suo cuore (kalp) a quello del maestro e senza raggiungere l'annientamento in Lui, non giungerà alla liberazione (feth).

"Mio bell'amante, non ti avevo forse detto
Che non saresti stato in grado di sopportare la nostra sofferenza?
Questo è un banchetto che bisogna desiderare veramente, un banchetto di rassegnazione
Non ti avevo forse detto che non saresti stato in grado di inghiottire?
"

Il maestro è tale solo se ha, a sua volta, raggiunto il grado della perfezione (nefs-i kâmile). Come potrebbe,  altrimenti, guidare altri lungo una strada che non ha percorso mai?

In un senso più interiore si intende il discepolo che si impegna nella purificazione del cuore (kalp) e che ha come fine ultimo e solo quello di 'morire prima di morire'. La sincerità altro non è che una delle espressioni esteriori di coloro i quali operano in ogni momento la lotta spirituale (cihâdül ekber) contro le tendenze centrifughe del proprio ego.

Gli effetti di questo tipo durano fintanto che il mürid ha il cuore colmo di aşk per il mürşid ed esegue fedelmente i suoi ordini; in caso contrario, dopo diversi giorni, il feyz svanisce, come un profumo.

Tratto da una lettera di Şeyh Muhammad Ma'sum Sirhindi

HU!

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